Non è l’ennesima dieta

La parola “dieta” deriva dal greco antico δίαιτα (díaita) che significa “stile di vita”. Purtroppo, a questa bellissima parola viene spesso data una connotazione negativa: quella di mangiare solo lo stretto indispensabile, lasciandoci affamati, con l’unico scopo di dimagrire. È per me frustrante come questo concetto venga continuamente utilizzato per vendere libri, piani dimagranti, pasti pronti, integratori e pozioni magiche, tutto per raggiungere un peso “ideale”. Ma ideale per cosa? Non si può forse vivere una vita piena e significativa indipendentemente da quanto si pesa?.**

Le ragioni per cui mangiamo

Da un punto di vista puramente biologico, mangiamo per sopravvivere. Socialmente, il cibo è fonte di gioia e condivisione. Tuttavia, l’alimentazione va ben oltre: mangiamo per piacere, per gestire le nostre emozioni, per dare energia al nostro corpo quando facciamo sport o un lavoro fisicamente impegnativo, e per molte altre ragioni.

Qual è la vostra motivazione? Perché decidete di cucinare un piatto di pasta o di preparare una cena elaborata?

Non si mangia solo per essere in salute. Piuttosto, ci si alimenta per supportare il corpo e per aiutare a prevenire alcune malattie, ma non c’è nulla di garantito. Cosa succederebbe se ci si ammalasse all’improvviso? Rinuncereste all’attenzione per la vostra alimentazione, pensando che non ne valga più la pena? Oppure vi adattereste per sostenere un corpo che sta lottando contro la malattia?

Prendiamo un altro esempio: una persona con un eccesso di grasso corporeo, che in certi contesti è considerato una malattia, dovrebbe forse privarsi di alimenti piacevoli? Non può concedersi un po’ di zucchero, godersi una fetta di tiramisù o di lasagne?

Con questo, voglio sottolineare come l’alimentazione sia stata strumentalizzata: mangiamo per non invecchiare, per evitare il diabete o il cancro, per non ingrassare… L’atto di mangiare ha perso la sua naturalezza e, di conseguenza, noi adulti abbiamo perso la spontaneità. Spesso ci sentiamo persi se non abbiamo grammi o porzioni precise come riferimento. Evitiamo la frutta perché ritenuta troppo zuccherina, beviamo acqua quasi priva di sali minerali, eliminiamo i “carboidrati” e rincorriamo all’uso di  integratori per combattere la stanchezza cronica. A volte, questo approccio al cibo mi spaventa, perché non ha alcun fondamento scientifico, ciononostante ci caschiamo sempre, sedotti dalle indicazioni del guru alimentare di turno.

Qual è il percorso da seguire?

La direzione è quella indicata dalla vera scienza, anche se, come spesso dico ai miei pazienti “purtroppo la scienza non vende” alludendo al modello attuale dell’industria alimentare e delle diete.

Pertanto, se desiderate dare maggiore attenzione alla vostra alimentazione, il mio primo consiglio è di interrogarvi se sia il momento giusto e se disponete delle necessarie risorse, sia materiali che emotive.

Inoltre, concentratevi su cosa potete aggiungere alla vostra alimentazione abituale, invece di eliminare interi gruppi di alimenti, come spesso accade nelle diete “fai da te”. Le ultime linee guida dell’OMS possono esservi di aiuto (il link è disponibile QUI).

Se, invece, siete già alle prese con problemi di salute o acciacchi, è fondamentale cercare un dietista o un medico dietologo di fiducia. Non cercate da loro una semplice lista di cosa mangiare o evitare, chiedete di iniziare un percorso mirato all’apprendimento di un’alimentazione equilibrata adatta alle vostre abitudini e impegni vari e, soprattutto, al recupero dell’autoregolazione, ascoltando i segnali fisiologici del corpo come la fame e la sazietà.

Inoltre, se si è in una condizione di sovrappeso o obesità, è fondamentale ricordare che Perdere peso è un atto medico” e non l’ennesima dieta destinata a generare frustrazione e delusione. È necessario intraprendere un cambiamento profondo e duraturo nello stile di vita, un percorso “a vita” e non limitato a pochi mesi o settimane. Per questo, la scelta del professionista che vi accompagnerà in questo cammino, sebbene impegnativo, è cruciale per raggiungere risultati soddisfacenti.

Infine, per offrire un supporto più concreto e scientificamente valido, farvi risparmiare tempo e denaro da investire in ciò che è veramente importante per voi (passatempi, viaggi, una bella cena..ecc), ecco un elenco di strategie e consigli nutrizionali fortemente da evitare:

  • Evitate chi vi propone un infinito numero di  integratori oltre alla dieta: La maggior parte delle volte sono superflui e vi faranno produrre delle urine molto costose.
  • Diffidate da chi demonizza i carboidrati: eliminarli completamente non è la soluzione a tutti i problemi dell’umanità e neppure del vostro.
  • Diffidate dalle diete “antinfiammatorie” o “anti-invecchiamento”: spesso non hanno un fondamento scientifico solido.
  • Diffidate di chi elimina latticini o glutine a priori in caso di gonfiore: se non c’è una diagnosi specifica (celiachia o intolleranza al lattosio, ad esempio), questa esclusione non è giustificata.
  • Diffidate di chi demonizza la frutta per gli zuccheri o la farina bianca come un “veleno”: questi sono spesso inutili allarmismi.
  • Evitate i “pasti preconfezionati salutari”: spesso sono costosi e meno efficaci di pasti preparati in casa.
  • Evitate chi sostiene l’esistenza dell’intolleranza ai lieviti: non è riconosciuta dalla scienza.
  • Diffidate il più possibile dei test di intolleranze alimentari generici: nella stragrande maggioranza dei casi non hanno alcuna validità scientifica.

**Le persone che intraprendono un percorso dietetico per affrontare l’obesità possono acquisire, grazie al supporto della terapia cognitivo-comportamentale, una comprensione e l’apprendimento di aspetti valoriali che vanno ben oltre il semplice obiettivo della perdita di peso.

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