Se vi chiedessi qual è l’alimento più salutare che mangiate tutti giorni, cosa mi rispondereste?
Tendiamo a classificare gli alimenti in due categorie: sani e non sani. Più alimenti “non sani” mangiamo più cresce il proprio senso di colpa dopo aver mangiato. Da dove viene questo errore di pensiero?
“Gli esseri umani non amano l’ambiguità. L’ignoto può provocare ansia. Quindi tendiamo a semplificare le cose in due categorie che si escludono a vicenda: buono/cattivo, o/o, giusto/sbagliato. Questo tipo di pensiero dicotomico* ci fa sentire al sicuro. La dieta restrittiva sposa perfettamente questo tipo di pensiero : ”Se fai la dieta, andrà tutto bene” è parte delle ragioni per cui l’essere a dieta ci fa sentire al sicuro, e allontanarsi da essa può essere spaventoso. Tuttavia, la vita non accade nel bianco o nel nero, parlare in questi termini di alimentazione o del proprio corpo e ridurre noi stessi a termini così inflessibili ci limita a non cambiare o crescere.” (1)
*Il pensiero dicotomico, detto anche pensiero “tutto o nulla” è una distorsione cognitiva o un’errore di pensiero, in base alla quale tendiamo a pensare tutto bianco o tutto nero (2).
In pratica diamo un giudizio o una etichetta demonizzando certi alimenti come “cattivo”,“spazzatura”, “godurioso” e idealizziamo altri come “light” ,“leggero” “con poche calorie”, “senza zucchero”. Il giudizio negativo ci porta a pensare che sono alimenti che non dovremmo assolutamente mangiare così spesso, il che si converte in una restrizione alimentare accompagnata da un grande senso di colpa: vi è mai capitato di dire a voi stessi di mangiare solo 3 biscotti al cioccolato e finire per mangiarne 10? Ecco cos’è la restrizione alimentare e cosa succede davanti a essa: aumento del segnale di fame e della sensazione di perdita di controllo.

Un altro rischio del giudizio verso gli alimenti è che può essere facilmente trasferito alla persona o al corpo della persona:
“Il linguaggio è uno strumento potente. I modi in cui parli degli alimenti (e dei corpi) influenzano i tuoi pensieri, emozioni e comportamenti. L’uso di termini dicotomici come buono/cattivo, sano/non sano, privo di sensi di colpa/o no provoca una divisione tra corpo e mente. Piuttosto che ascoltare i tuoi segnali interni di fame, soddisfazione e pienezza, finisci per reagire al linguaggio e alle etichette conferite agli alimenti o le pietanze. Ad esempio, mangi fino a finire tutte le portate sentendoti alla fine pieno e molto scomodo fisicamente”.
Come possiamo aver una alimentazione equilibrata mangiando anche “alimenti non salutari”?
Il segreto è la flessibilità alimentare. Spesso chiedo ai miei pazienti : “Se vuoi classificare gli alimenti potresti farlo usando questi due gruppi: alimenti che mi piacciono o non mi piacciono”, per riuscire ad avere una visione neutra o senza giudizi. L’obiettivo di questa classificazione è promuovere un atteggiamento curioso ed imparare a conoscere quali alimenti sono più gradevoli, nonostante vengano classificati come non salutari ed evitare le conseguenze della restrizione alimentare.
A questo punto, vi starete chiedendo se questo significa che potete mangiare di tutto a dismisura (ecco un’altra distorsione cognitiva!): decisamente no. L’idea di un percorso di educazione alimentare intuitiva è quella di imparare insieme alla persona quali sono i gusti che possono aumentare la propria soddisfazione e promuovere la sazietà, diventando degli intenditori gastronomici perché alla fine “mangiare è un piacere” che mettiamo in pratica almeno tre volte al giorno.
“Non esistono alimenti perfetti o regole specifiche da seguire, il segreto di un’alimentazione equilibrata è la frequenza e lo spazio che possiamo concedere ad alimenti freschi e poco processati in confronto ad alimenti ricchi di zucchero aggiunto o ultra trasformati…”.
Dopo queste delucidazioni mi permetto di riformulare la domanda posta all’inizio di questo articolo: Qual è l’alimento che vi piace di più tra quelli che mangiate tutti giorni, cosa mi rispondereste ora?.

Fonti:
1. Rumsey A. Unapologetic Eating: Make Peace with Food and Transform Your Life 2021.
2. https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-1-4613-2641-0_7
Photo credit: Pexel


